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PIZZONE

Le origini del paese, le chiese e le cappelle, le tradizioni e le devozioni, i dati demografici e la geografia del borgo.

Storia

Origini del Paese

Le prime tracce di persone viventi nell'attuale zona di Pizzone risalgono al periodo neolitico, ma il borgo vero e proprio risale al X secolo. Dopo la distruzione dell'abbazia di San Vincenzo al Volturno nel 881, da parte dei saraceni, l'abate Raimbaldo popolò l'attuale territorio di Pizzone con coloni Marsicani ai quali furono concesse le terre per 29 anni dall'abbazia. I coloni fondarono i borghi di Iannini, Biscurri (o Viscurri), Roccasecca e Cerquacupa. La prima menzione ufficiale di Pizzone (Piczonum) fu nel Chronicon Vulturnense, un insieme di documenti composto dai monaci dell'abbazia per raccontarne la storia. Il territorio passò successivamente nel 1295 ad Andrea d'Isernia e, dopo la morte di quest'ultimo, venne aggregato all'Abruzzo Citeriore. Nel 1383, come narrato nel Chronicon, il frate Giovanni D'Area (Ioannes de Area) vendette le terre a fine di restaurare l'abbazia, bruciata e distrutta precedentemente intorno al 1382. Durante il regno di Ferdinando I d'Aragona (1458-1494), quest'ultimo confiscò le terre e le vendette ad "Un certo Camillo Pandone". Dopo tutto ciò, Pizzone passò attraverso altri proprietari fino ad entrare nel regno d'Italia nel 1861.

Antica incisione del paese di Pizzone (Isernia), Molise
Pizzone (Isernia) — Molise, antica incisione del paese.

I Primi Insediamenti Oggi

Oggi resta poco dei primi insediamenti che fondarono Pizzone. Come citato, questi sono Iannini, Biscurri, Roccasecca e Cerquacupa. In aggiunta, esisteva un altro borgo medievale, sempre sul monte Mattone, chiamato Paese San Nicola. Iannini era un borgo medievale che si trovava presso la località "Le Iannine" su via Le Forme, presso il colle omonimo. Biscurri, invece, si trovava presso il Valico di San Francesco che si trova al confine tra l'Abruzzo ed il Molise, ovvero tra Alfedena e Pizzone. Gli insediamenti di Roccasecca e Cerquacupa invece sono andati quasi completamente perduti e la loro posizione geografica esatta non è comunemente nota. Di questi paesi non si conosce la fine: non si sa esattamente quando siano stati abbandonati o spopolati. Pertanto, si presume che queste abitazioni siano diventate rurali con il formarsi del centro abitato di Pizzone e che l'attuale centro abitato fosse il più popolato tra essi e che per questo motivo resti l'unico abitato oggi.

Dati presi da: Chronicon Vulturnense, Wikipedia.

Patrimonio religioso

Chiese e Cappelle

Chiesa di San Nicola Vescovo

La chiesa di San Nicola è la Chiesa Madre del paese. Risale al 1318 secondo la lapide sulla facciata della chiesa. Fu costruita dall'Abate Nicola di Frattura, che era famoso per la sua opposizione al papa Celestino V. All'epoca la chiesa era più piccola: aveva una sola navata e un tetto piatto, come la chiesa di Santa Liberata e quella dei Santi Giovanni e Paolo. Fu ristrutturata varie volte ed ha subìto, nel corso degli anni, molti cambiamenti tra cui l'aggiunta delle due navate laterali; quella destra nel 1419. Il restauro più recente avvenne dopo il sisma del 1984, che ebbe epicentro vicino San Donato Val di Comino, quando fu scoperta una cripta che risale a prima dell'anno 1000.

Il campanile della chiesa di San Nicola è decisamente la struttura più alta e più riconoscibile del paese e risale alla stessa epoca della chiesa. La campana di San Nicola, detta "Il Campanone", fu fusa nel 1439 ma fu rifusa il 9 agosto 1842 poiché si era spaccata.

Il campanile della chiesa di San Nicola svetta sui tetti del borgo
Il campanile di San Nicola, la struttura più alta del paese.
Facciata della chiesa di San Nicola a Pizzone
Chiesa di San Nicola a Pizzone, agosto 2026.
Il campanile della chiesa di San Nicola, detto Il Campanone
Il campanone che suona, giugno 2026. Foto Alfonso Notardonato.

Chiesa di Santa Liberata

La chiesetta di Santa Liberata, copatrona di Pizzone insieme a San Nicola, risale al 1637 e fu costruita su una chiesa preesistente. Si trova fuori Porta dei Santi, una delle tre porte del paese, e qui si celebrano messe regolarmente durante l'anno.

Storia di Santa Liberata →

La chiesa di Santa Liberata a Pizzone, vista dal piazzale fuori Porta dei Santi
Chiesa di Santa Liberata, fuori Porta dei Santi.

Cappella dei Santi Giovanni e Paolo

La chiesetta dei Santi Giovanni e Paolo si trova nella cosiddetta "Località San Giovanni", che probabilmente prende il nome dal santo stesso. Non vi sono molte informazioni storiche confermate a proposito di questa chiesetta.

Storia dei Santi Giovanni e Paolo →

La cappella dei Santi Giovanni e Paolo
Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. Foto Alessandro Santulli.

Chiesa della Madonna dell'Assunta

detta la chiesa "Del Moricone"

La chiesa della Madonna dell'Assunta si trova nel punto più alto del centro, a circa 15 minuti di camminata dalla chiesa madre. Dal 1840 al 1879 la chiesa fu utilizzata come cimitero. Attualmente è utilizzata come chiesa per funzioni straordinarie durante l'anno. Fu danneggiata nel 1984 dal terremoto di San Donato Val di Comino. In modo particolare la parte superiore del campanile della chiesa subì gravi danni, a tal punto che oggi non ne rimane alcun pezzo.

Tradizioni associate alla chiesa →

La chiesa della Madonna dell'Assunta, detta del Moricone

Cappelle Devozionali

A Pizzone ci sono tre cappelle devozionali. Fuori Porta Borea c'è una cappella dedicata a San Rocco. All'inizio di Via Roma si trova una cappella dedicata a Sant'Antonio. Infine, poco prima dell'incrocio di Via Vittorio Veneto e Via Roma, si trova in alto su un muretto una cappella dedicata alla Madonna. La cappella della Madonna fu costruita negli anni '50 dell'ultimo secolo da alcuni Missionari che restarono a Pizzone per vari anni.

Cappella devozionale in pietra con cancello in ferro battuto e croce, datata 1905
Cappella devozionale dedicata alla Madonna

Chiese Andate Perdute

Nei secoli passati a Pizzone vi erano delle chiese che ora non esistono più, tra cui la chiesa di San Pietro in Cerquacupa, la chiesa di San Rocco, la chiesa di Santa Maria dei Moriconi e la chiesa di San Biagio. Durante la visita del vescovo di Aversa nel 1697, il vescovo trovò le chiese in "sordido stato".

Dati presi da: comunepizzone.it, Wikipedia, Borghi Autentici d'Italia, Catalogo generale dei beni culturali.

Feste e devozioni

Tradizioni e Devozioni

A Pizzone ci sono molte tradizioni, prevalentemente religiose, che attirano Pizzonesi che non vivono più in paese e anche turisti.

La Festa di Sant'Antonio Abate

Ogni anno il 17 gennaio si festeggia a Pizzone Sant'Antonio Abate. Consiste nella benedizione dei trattori presso piazzale Vigna dei Santi accanto ad un fuoco (prima si benedivano gli animali) e nella celebrazione di una messa. Dopo la benedizione c'è un pranzo.

  • 17 gennaio Sant'Antonio Abate
Il fuoco di Sant'Antonio Abate acceso a piazzale Vigna dei Santi a Pizzone
Il fuoco di Sant'Antonio, 17 gennaio. Foto Alfonso Notardonato.
I Pizzonesi riuniti attorno al fuoco di Sant'Antonio Abate
Il paese attorno al fuoco. Foto Alfonso Notardonato.
I trattori in fila per le vie di Pizzone in attesa della benedizione di Sant'Antonio Abate
I trattori in fila per la benedizione. Foto Alfonso Notardonato.

Santa Liberata

La festa di Santa Liberata avviene il 10 giugno di ogni anno ed è la festa più importante del paese. La santa era una donna tedesca che aveva 8 fratelli e sorelle gemelli. Quando lei e i suoi fratelli e le sue sorelle si convertirono al cristianesimo, furono uccisi dall'imperatore Adriano. Oggi la santa è ricordata con una messa, una processione ed eventi come un mercatino ed i fuochi d'artificio ogni 10 giugno. È anche festeggiata dalla comunità Pizzonese a Chicago ogni 8 giugno. Le sue reliquie sono conservate nella Cattedrale di Sigüenza in Spagna. A Pizzone si festeggia la santa con una messa festiva, una processione e feste varie in piazza a seguire. A Santa Liberata è anche dedicato un canto religioso tradizionale di Pizzone.

Storia di Padre Alfredo, amato parroco di Pizzone →

La processione di Santa Liberata a Pizzone
Processione di Santa Liberata, avanti Padre Alfredo Bernardi.
La statua di Santa Liberata portata in processione per i vicoli fioriti di Pizzone
La statua per i vicoli del borgo. Foto Alfonso Notardonato.
L'arrivo della processione di Santa Liberata davanti alla chiesa, con il vescovo e le autorità
L'arrivo della processione in chiesa. Foto Alfonso Notardonato.
I pellegrini della parrocchia di San Giorgio Martire di Scapoli in cammino con lo stendardo di Santa Liberata
I pellegrini di Scapoli in cammino con lo stendardo. Foto Alfonso Notardonato.
Antica processione per le vie di Pizzone in onore dei Santi Giovanni e Paolo
I fedeli davanti alla cappella dei Santi Giovanni e Paolo nel giorno della festa
La cappella nel giorno della festa. Foto Alfonso Notardonato.
L'interno della cappella dei Santi Giovanni e Paolo con le statue dei due santi sull'altare
Le statue dei due santi sull'altare. Foto Alfonso Notardonato.

Santi Giovanni e Paolo

Da non confondere con i Santissimi Pietro e Paolo, i santi Giovanni e Paolo sono venerati a Pizzone, nell'omonima cappella, ogni ultima domenica di giugno. I due santi erano ufficiali dell'impero Romano nel IV secolo. Quando l'imperatore Giuliano rinnegò la fede cristiana, loro si rifiutarono di fare sacrifici agli dei pagani. Furono poi condannati a morte, uccisi e sepolti nella loro casa, dove oggi sorge la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo sul monte Celio e dove effettivamente furono ritrovati dei corpi. In anni passati si faceva una processione per Pizzone in onore dei santi. Al giorno d'oggi questa tradizione non c'è più, ma si festeggiano i santi con una messa festiva. A Pizzone si credeva inoltre che i Santi Giovanni e Paolo potessero portare la pioggia: nei periodi di siccità ci si rivolgeva a loro perché tornasse a piovere sui campi.

I Quattro Giorni di Festa

Il periodo più vivo a Pizzone è a metà agosto, tra feste religiose e serate in piazza. I quattro giorni di festa sono il 15, 16, 17 e 18 agosto, quando si celebrano rispettivamente l'assunzione della Vergine Maria, San Rocco, Sant'Antonio di Padova e San Nicola Vescovo. Queste sono tra le feste più importanti di Pizzone. In anni passati ogni santo aveva la sua processione. Al giorno d'oggi, tuttavia, resta unicamente la processione di San Nicola, il copatrono del paese insieme a Santa Liberata. Come per Santa Liberata, c'è un canto dedicato a San Nicola unico a Pizzone.

  • 15 agosto Assunzione della Vergine Maria
  • 16 agosto San Rocco
  • 17 agosto Sant'Antonio di Padova
  • 18 agosto San Nicola Vescovo
La chiesa della Madonna dell'Assunta, legata alle feste di metà agosto
La processione di San Nicola per le vie di Pizzone, con il parroco, il sindaco e la statua del santo
La processione di San Nicola, 18 agosto.
I chierichetti aprono la processione di San Nicola lungo la strada acciottolata del borgo
I chierichetti aprono il corteo.

Pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Canneto

Ogni 19 agosto i Pizzonesi partono da Pizzone per arrivare al piccolo comune di Settefrati (FR), dove c'è il santuario della Madonna di Canneto. Secondo la tradizione, una pastorella di nome Silvana stava pascolando il suo gregge quando vide comparire una donna che le disse di andare dall'arciprete di Settefrati e di chiedergli di edificare una chiesa che fosse dedicata alla Madonna. Avendo la pastorella paura per il suo gregge, che doveva ancora bere, la signora la rassicurò facendo sgorgare acqua da una pietra per far bere gli animali. La pastorella tornò in paese e prese alcuni abitanti con lei per mostrargli il miracolo. Tornati lì, trovarono una statua al posto della signora. Dopo del tempo, gli altri abitanti, preoccupati, decisero di vedere cosa fosse successo a coloro che si incamminarono verso il luogo del miracolo. Trovarono gli altri abitanti in preghiera. Cercarono poi di prendere la statua e di portarsela in paese ma, strada facendo, la statua diventava sempre più pesante, finché gli abitanti non dovettero posarla. La statua lasciò in quel punto un'impronta del capo che è ancora visibile oggi nel luogo chiamato "Capo della Madonna".

I pellegrini di Pizzone in partenza per il santuario della Madonna di Canneto, con lo stendardo del santuario
La partenza dei pellegrini per il santuario di Canneto.

Memoria del paese

Racconti Orali

Alcune storie di Pizzone non stanno scritte in nessun archivio: si sono tramandate a voce, di generazione in generazione. Sono leggende, ricordi di famiglia e testimonianze raccolte dagli stessi Pizzonesi, riportate qui così come vengono raccontate in paese.

Il Campanone

La campana di San Nicola, "Il Campanone", fu fusa nel 1439 ma la tradizione narra che questa campana si trovava al confine tra Alfedena e Pizzone per tanti anni. Nessuno se la portava nel proprio paese. Ad un certo punto, entrambi i paesi decisero che la volevano prendere. Quando gli abitanti di Alfedena la presero, si accorsero che la campana si appesantiva strada facendo e non riuscirono più a portarla. Pertanto, quando i Pizzonesi andarono a prendere la campana, si alleggeriva strada facendo finché non arrivarono a Pizzone. Il Campanone rimane nel campanile di Pizzone ancora oggi e suona regolarmente.

Il campanile di San Nicola a Pizzone, dove è conservato il Campanone
Il campanile di San Nicola, dove il Campanone si trova ancora oggi.

Le Janare

Le Janare erano un tipo di "strega" che, secondo alcune leggende, tormentavano le case durante la notte. Per scacciare le Janare, a Pizzone una pratica comune era quella di lasciare la scopa davanti alla porta di casa durante la notte perché secondo la leggenda la strega doveva contare ogni setola della scopa per poter entrare. I danni di queste "streghe" non erano però limitati alle case. Delle contadine locali raccontavano che quando la mattina scendevano nelle stalle dai loro cavalli, li trovavano chiusi dentro, sudati e con le criniere intrecciate.

Una scopa lasciata davanti alla porta di casa a Pizzone, per tenere lontane le Janare
La scopa davanti alla porta, contro le Janare. Foto Chloe Dellisanti.

L'uomo che Fece un Attentato

All'inizio degli anni '60 del secolo scorso, un gruppo terroristico francese chiamato l'OAS organizzava degli attentati contro l'allora capo di stato francese Charles De Gaulle poiché erano contro l'indipendenza dell'Algeria. Un uomo, con alcuni parenti di Pizzone, faceva parte di questo gruppo. Dopo che un loro attentato fallì, quest'uomo scappò dalla Francia e venne a rifugiarsi a Pizzone per un breve periodo. Dopo la sua permanenza a Pizzone, fuggì di nuovo per paura e si rifugiò altrove.

La Torre

La torre di Pizzone, detta erroneamente la Torre Saracena, fu costruita nel secolo scorso da un uomo di Pizzone. Si racconta che durante la costruzione di questo edificio quest'uomo si sia scontrato con un'altra persona e l'abbia uccisa. Scappò da Pizzone senza mai completare la torre, che fu completata solamente negli ultimi anni e oggi ospita una mostra fotografica della natura e degli animali dell'area di Pizzone.

La torre di Pizzone che svetta sopra i tetti delle case del borgo
La torre sopra i tetti del borgo, oggi sede di una mostra fotografica.

L'aereo che Precipitò

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, intorno al 1945, un aereo Americano si schiantò sul monte Metuccia, la montagna di fronte a Pizzone. Alcuni abitanti salirono verso l'aereo per vedere se potessero prendere qualcosa. Trovarono una signora che si era salvata su una roccia, seduta con le mani sul viso, ma era morta di freddo. I pochi Pizzonesi che andarono furono chiamati al municipio e torturati dagli Americani in modo che questi ultimi potessero recuperare ciò che i Pizzonesi avevano preso. Furono malmenati e torturati, addirittura le loro unghie furono tirate dai piedi. Un signore in particolare ha raccontato con maggiori dettagli quello che avevano preso dall'aereo e proprio per questo fu preso di mira in modo particolare.

Il monte Metuccia, la montagna di fronte a Pizzone dove precipitò l'aereo americano
Il monte Metuccia, di fronte a Pizzone.

Guerre Tra Paesi

Si racconta che alle origini, gli antichi insediamenti intorno a Pizzone combattessero tra di loro e che Pizzone abbia vinto queste guerre. Al giorno d'oggi, rimane la base di una torre di avvistamento dalla quale i guerrieri combattevano e si nascondevano.

Vai alle origini del paese →

I resti in pietra della torretta Saracena di Pizzone, antica torre di avvistamento
Torretta Saracena di Pizzone.

Fonte: testimonianze orali raccolte tra gli abitanti di Pizzone. Sono racconti tramandati a voce e non documenti storici verificati.

Eventi e vita di paese

Attività Paesane

Accanto alle feste religiose, a Pizzone si organizzano ogni anno attività aperte a tutti: serate in piazza, tornei, giochi per i più piccoli e camminate alla scoperta del territorio. Sono i momenti in cui il paese si riempie di nuovo, soprattutto tra luglio e agosto, quando tornano i Pizzonesi che vivono altrove.

Ferragosto Pizzonese

circa due settimane di eventi, dal 9 al 19 agosto

Il Ferragosto Pizzonese è una serie di eventi che si ripete ogni anno e che dura circa due settimane. A partire da circa il 9 agosto fino al 19, ci sono serate in piazza, tornei di carte e sport ed eventi per bambini. L'evento più celebre e più conosciuto è sicuramente il Talent Show, che si ripete ogni 14 agosto, dove chiunque può esibire i propri talenti e le proprie capacità.

Le serate si intrecciano con le feste patronali del 15, 16, 17 e 18 agosto e con il pellegrinaggio del 19: per una decina di giorni il calendario civile e quello religioso del paese praticamente coincidono. Vai ai quattro giorni di festa →

Locandina del Ferragosto Pizzonese 2026
La locandina del Ferragosto Pizzonese 2026.

Attività estive nella natura

(durante il periodo estivo vengono organizzate varie passeggiate nell'area naturale)

Il territorio di Pizzone è attraversato da una rete di sentieri segnati che sale dal centro abitato verso i boschi e i pascoli del Parco. Su questi sentieri l'associazione Sentieri Aperti Alta Valle del Volturno organizza ogni estate un ciclo di camminate guidate, aperte a tutti e a partecipazione gratuita, con partenza da Piazzale Vigna dei Santi a Pizzone.

Le passeggiate non sono solo escursioni: ogni tappa ha un tema, dalla visita a un apicoltore al riconoscimento delle piante selvatiche, fino agli incontri con gli animali di una fattoria lungo il sentiero.

  • 25 luglio
    ore 9
    Nel bosco di Valle Ura Itinerario al fresco su comoda strada sterrata tra faggi e aceri secolari.
  • 8 agosto
    ore 16.30
    Visita all'apicoltore Breve percorso lungo il sentiero 239, alla scoperta del mondo delle api.
  • 14 agosto
    ore 17.30
    Alla fattoria di Heidi Lungo il sentiero 240 B: caprette, vitelli, conigli e galline con l'allevatrice.
  • 17 agosto
    ore 9
    Al Lago di Castel San Vincenzo Sul sentiero 239, per scoprire i benefici delle piante selvatiche e imparare a riconoscerle.
  • 21 agosto
    ore 8.30
    Da Cerro a Colli al Volturno Da P.za G. Sedati a Cerro al Volturno; itinerario panoramico con vista sulle Mainarde.
Ritrovo: P.le Vigna dei Santi, Pizzone Partecipazione: gratuita, su prenotazione Info: sentieriaperti.org

Calendario: locandina 2026 dell'Ass. Sentieri Aperti Alta Valle del Volturno. Date e orari possono cambiare: conviene sempre verificare con gli organizzatori.

Locandina delle 5 passeggiate d'estate dell'associazione Sentieri Aperti Alta Valle del Volturno, con partenza da Pizzone
La locandina delle cinque passeggiate d'estate. Tocca l'immagine per ingrandirla.

Numeri e amministrazioni

Dati Demografici

Popolazione

La popolazione di Pizzone è cambiata molto negli anni. Come noterete dal grafico interattivo, la popolazione ha avuto il massimo nel 1871, mentre il minimo lo sta avendo ora. Ci sono vari motivi che contribuiscono a questo flusso, ma il fattore più importante che abbia influenzato la popolazione è l'emigrazione. Molti Pizzonesi, negli anni '50 dell'ultimo secolo, si sono trasferiti in altri paesi, prevalentemente in Francia e negli Stati Uniti. Questo accadde alla fine della Seconda Guerra Mondiale ed in questo periodo molte persone cercavano una via di fuga da un'Italia devastata da vent'anni di dittatura e da bombardamenti. Le comunità nell'attuale nord del Molise ed il sud dell'Abruzzo hanno subìto una particolare violenza a causa della loro prossimità alla Linea Gustav, lungo la quale combattevano gli alleati Americani, che risalivano la penisola Italiana, e i fascisti e i nazisti che contrastavano questi ultimi.

Censimenti Pizzone 1861–2021

Passa il mouse (o tocca) una barra per vedere il dato.

Referendum del 1946

  • Monarchia 466 voti 90,1%
  • Repubblica 27 voti 5,2%
  • Voti non validi 24 voti 4,6%

Referendum 1946

Qui accanto è possibile osservare i risultati del Referendum del 1946. Il 90% dei voti è stato a favore della monarchia nello stato Italiano, mentre solo il 5% è stato a favore della Repubblica. Questi risultati riflettono il risultato del sud-Italia, che votò in maggioranza per la monarchia.

Nel dettaglio, a Pizzone furono 466 i voti per la monarchia, 27 quelli per la repubblica e 24 i voti non validi.

Amministrazioni Comunali

Dal diciannovesimo secolo, il Comune di Pizzone ha avuto 56 sindaci. Questa è la lista di ogni sindaco e sindaca di Pizzone dal 1809 fino al giorno d'oggi.

  • Biagio Di Cristofano (1809)
  • Domenico Di Iorio (1810)
  • Anselmo Di Iorio (1810-1811)
  • Leonardo D'Amico (1811-1814)
  • Leopoldo Virgilio (1814-1817)
  • Cosmo Santucci (1818-1823)
  • Biagio Di Cristofano (1823-1826)
  • Pietro Di Iorio (1826-1829)
  • Giacomo Di Iorio (1829-1833)
  • Filippo Di Vito (1833-1836)
  • Giacomo Di Iorio (1836-1838)
  • Angelo Di Benedetto (1838-1839)
  • Domenico Di Vito (1839-1845)
  • Francesco Virgilio (1845-1848)
  • Filippo Di Vito (1848-1849)
  • Pietro Santucci (1850-1853)
  • Pasquale Di Benedetto (1854-1856)
  • Carlo Spina (1856-1859)
  • Giuseppe Di Vito (1859-1861)
  • Pasquale Virgilio (1861-1866)
  • Nunzio Virgilio (1866-1867)
  • Pietro Di Vito (1867-1869)
  • Nunzio Virgilio (1869-1873)
  • Pasquale Di Benedetto (1873-1875)
  • Pietro Di Benedetto (1875-1878)
  • Anselmo Di Iorio (1880-1882)
  • Abramo Virgilio (1882-1884)
  • Nicola Di Benedetto (1886-1888)
  • Pasquale Virgilio (1888-1889)
  • Pietro Di Iorio (1890-1892)
  • Giuseppe Pontarelli (1892-1893)
  • Pietro Di Iorio (1896-1899)
  • Domenico Di Iorio (1899-1902)
  • Rocco Virgilio (1903-1909)
  • Abramo Virgilio (1910-1914)
  • Domenico Santucci (1915-1916)
  • Nicola Savaiano (1917-1920)
  • Vincenzo Di Benedetto (1921)
  • Giuseppe Di Iorio (1922-1923)
  • Abele Di Benedetto (1924-1926)
  • Domenico Virgilio (podestà, 1926-1943)
  • Rodolfo Di Iorio (1946-1952)
  • Pasquale Santucci (1953-1954)
  • Domenico Fosco (1954-1960)
  • Letizia Di Benedetto (1960)
  • Libero Di Cristofano (1960-1964)
  • Rodolfo Di Iorio (1964-1970)
  • Angelo Fosco (1970-1976)
  • Mario Santucci (1977-1990)
  • Mario Di Iorio (1990-1996)
  • Ilario Di Benedetto (1996)
  • Pietro Santucci (1996-2001)
  • Michele Cozzone (2001-2011)
  • Letizia Di Iorio (2011-2021)
  • Giuseppina Ferri (commissario prefettizio, 2021)
  • Vincenzo Di Cristofano (dal 2021)

Dati presi da: Wikipedia, Comuni-Italia.it, Eligendo.

Territorio e paesaggi

Geografia

Per quanto riguarda la geografia e i paesaggi, Pizzone si trova in una posizione ottimale. Pizzone si trova sul Monte Mattone, al confine con il Lazio e l'Abruzzo. A pochi chilometri si possono trovare varie zone verdi come Le Forme (dette Valle Fiorita), il Monte Meta, Passo dei Monaci, Valle Pagana ed il lago di Castel San Vincenzo. Pizzone entrò nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise nel 1929. Ad est del paese scorre il fiume Volturno. Il territorio comunale è abitato da varie specie di animali come l'orso bruno marsicano, i cervi, le volpi e le mucche ed i cavalli appartenenti a vari contadini nella zona.

  • Le Forme — Valle Fiorita
  • Monte Meta
  • Passo dei Monaci
  • Valle Pagana
  • Lago di Castel San Vincenzo
La valle e il fiume nei pressi di Pizzone
I boschi in autunno intorno a Pizzone
Specchio d'acqua di montagna nei pressi di Pizzone

Fauna e Flora

Trovandosi dentro il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Pizzone condivide il suo territorio con una delle comunità di piante e animali più protette d'Italia. Salendo dal paese verso Le Forme, il Passo dei Monaci e il Monte Meta si attraversano in poche ore ambienti molto diversi: prima gli orti e i pascoli intorno alle case, poi la faggeta, infine le praterie d'alta quota che si aprono oltre il limite degli alberi.

La fauna

L'animale simbolo di questi monti è l'orso bruno marsicano, una sottospecie che vive soltanto nell'Appennino centrale e in nessun altro posto al mondo. Accanto a lui il bosco ospita il lupo appenninico, il cervo, il capriolo e la volpe, mentre sulle creste più alte si muove il camoscio appenninico e vola l'aquila reale.

Alla fauna selvatica si aggiungono gli animali domestici: da maggio a ottobre le mucche e i cavalli dei contadini della zona vengono lasciati al pascolo brado sui prati di montagna, ed è normale incontrarli lungo le strade e i sentieri.

  • Orso bruno marsicano simbolo del Parco, endemico dell'Appennino centrale
  • Lupo appenninico presente in branchi su tutto il territorio del Parco
  • Camoscio appenninico sulle praterie e le rocce d'alta quota
  • Cervo e capriolo numerosi nelle faggete e ai margini dei pascoli
  • Volpe molto comune, anche vicino al paese
  • Bovini ed equini al pascolo brado nei mesi estivi

La flora

Il bosco intorno a Pizzone è dominato dal faggio: sopra i 900–1.000 metri la faggeta copre quasi senza interruzioni i versanti del Monte Mattone e della Valle Fiorita, e in alcuni punti conserva alberi molto vecchi. Alle quote più basse, lungo il Volturno e sulle pendici esposte al sole, si mescolano querce, aceri, carpini e ornielli.

Oltre il limite del bosco, verso il Monte Meta e il Passo dei Monaci, la faggeta lascia il posto alle praterie d'altura, che in tarda primavera e all'inizio dell'estate fioriscono: è questo il periodo che dà il nome a Valle Fiorita. Molte delle erbe che crescono spontanee da queste parti sono state usate per secoli dai pastori come piante officinali o alimentari, e ancora oggi sono l'argomento di alcune delle passeggiate estive organizzate in paese.

  • Faggio l'albero dominante della montagna, con esemplari secolari
  • Aceri e carpini nei boschi misti a quota più bassa
  • Querce e ornielli sui versanti caldi verso il Volturno
  • Praterie d'altura fioriture di inizio estate a Valle Fiorita
  • Piante officinali spontanee raccolte e riconosciute per tradizione
Un orso bruno marsicano in un'area boscosa
L'orso bruno marsicano, simbolo del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Una volpe rossa accucciata sull'erba
La volpe, uno degli animali che si incontrano più spesso anche vicino al paese.
Una mucca bianca al pascolo brado su un versante roccioso di montagna
Bovini al pascolo brado sui versanti sopra Pizzone.

Il monitoraggio genetico condotto nell'estate del 2025 e presentato nel luglio 2026 ha stimato in 81 esemplari (intervallo 73–88) l'intera popolazione di orso bruno marsicano dell'Appennino centrale, di cui circa 65 nell'areale del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e delle aree limitrofe. Resta una specie gravemente minacciata di estinzione: se si incontra un orso, la regola è restare a distanza, non avvicinarsi e non offrirgli cibo.

Dati presi da: Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise; ISPRA e Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (stima di popolazione dell'orso bruno marsicano 2025, presentata a luglio 2026).

Galleria

Pizzone in Foto

Pizzone si capisce camminandoci dentro: scalinate, archi, vicoli che si stringono fino a lasciar passare una persona sola. Queste sono le vie, le porte e gli angoli del centro storico, fotografati nell'estate del 2026. Tocca una foto per vederla ingrandita.

Foto: centro storico di Pizzone, agosto 2026.

Canti tradizionali

Gli Inni di Pizzone

Testo dell'Inno a Santa Liberata

O Liberata, i palpiti dei nostri cuori accogli,
tu l'innocenza serbaci, e in noi sempre germogli … germogli.

R. Tu di Pizzon le mura, proteggi o donna pura,
tu di Pizzon le mura, proteggi o donna pura.

Te donna forte, i numi invano
tentano di vincere, che del tuo sangue tingere,
ti placque il suolo Ispano … Ispano
R.

Hai vinto satana
Vincesti anche le divinitate Quando
sul legno intrepida
Chiuder volesti i lumi … i lumi
R.

Se ti transurano
Se all'odio ti fan segno con la croce
Salve! Che del Empireo
T'assunse Dio nel regno … nel regno
R.

Madre sorridici
Dal cielo Tu allieta i nostri cuori
Ed i profumi salgano
A te di questi fiori … di fiori
R.

Testo dell'Inno a San Nicola

Dio ci salvi, San Nicola!
Nostro gran protettore!
Tu prega il signore per i tuoi figli

E libera il Pizzone da fame e terremoto
E da ogni contrario moto dei
Gran signori

Aiuta i bisognosi gli infermi
e i carcerati e tutti i tribolati
di questa terra

E noi ti promettiamo sempre
ringraziarti e di sempre stimarti
da ver patrono

Sia gloria al padre, al figliuolo
e allo spirito santo,
e a San Nicola il vanto di difensore
e a San Nicola il vanto di difensore

In memoria

A Padre Alfredo

Padre Alfredo Bernardi, originario di un paese in Trentino, fu nominato parroco di Pizzone nel 1974. Arrivò a Pizzone dopo due parroci che furono mandati dalla comunità Pizzonese. Ma padre Alfredo era diverso: fu amato dall'inizio. Padre Alfredo rimane nei cuori di tutti i Pizzonesi, grandi e piccoli, giovani e anziani. Ha battezzato, comunicato ed ufficiato i matrimoni di centinaia di Pizzonesi. Padre Alfredo aveva un cuore particolarmente grande per i ragazzi: organizzava cacce al tesoro e attività di falegnameria, uno dei suoi vari talenti, con i giovani. Aveva anche un cuore generoso: ogni giorno dopo la messa dava qualcosa ai chierichetti per poter prendere un dolcetto al bar. Rimase a Pizzone fino al 2015, quando dovette lasciare il paese, con la speranza di tornare, per assistere con alcune celebrazioni in Polonia. Purtroppo non ebbe più l'opportunità di tornare a Pizzone a causa di alcuni problemi di salute. Padre Alfredo morì il 22 marzo del 2022, ma vive per sempre nei cuori e nelle preghiere dei Pizzonesi e di tutti coloro a cui lui è stato vicino.

Padre Alfredo Bernardi, parroco di Pizzone dal 1974 al 2015
Padre Alfredo Bernardi (1974–2015, parroco di Pizzone).

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